Ai tempi dell'Impero Romano per rifornire Tergeste (questo è il nome latino di Trieste) venne costruito il grande "Acquedotto della Rosandra", i cui resti sono ancora visibili nella valle, che è diventata ora una "palestra" per i rocciatori. Nel 1700 l'Austria (Trieste fece parte dell'Impero degli Asburgo dal 1382 al 1918) dotò la città di un nuovo acquedotto, chiamato “Teresiano” in memoria dell’Imperatrice Maria Teresa, che recapitava l’acqua dal rione periferico di Guardiella attraverso il percorso delle odierne vie Pindemonte e Crispi al nuovo agglomerato urbano realizzato in concomitanza con l’apertura del primo porto commerciale - il “borgo Teresiano” appunto - e terminava in corrispondenza delle monumentali fontane pubbliche dette "dei Quattro Continenti", del "Giovanin de Ponterosso" e del "Nettuno, realizzate dallo scultore Giovanni Mazzoleni ed ancora operanti dopo oltre 250 anni.
E' promossa invece dai privati la società "per l'acquedotto di Aurisina", che - dal 1857 - sfrutta le risorgive costiere e nasce per rifornire la neonata Ferrovia Meridionale Trieste-Vienna. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, la proprietà e la gestione dell’acquedotto di Aurisina passano al Comune che istituisce prima il "Servizio Comunale Acquedotti" e poi l’Azienda Comunale Elettricità Gas ed Acqua (ACEGA). La nuova amministrazione italiana costruisce negli anni ’20 un nuovo acquedotto alimentato dalle risorgive del Sardos e dedicato - nel 1929 - all'eroe Giovanni Randaccio, caduto sul Carso e la nuova adduttrice “DN900” posta lungo il sedime della coeva Strada Costiera; successivamente, per far fronte allo sviluppo urbanistico dell’ultimo dopoguerra, l’impianto “Randaccio” viene potenziato con lo sfruttamento delle risorgive del Timavo (anni ‘50) e del Moschenizze (fine anni ’80) e la costruzione dell’adduttrice sottomarina “DN1300” (anni ‘70); l’ultima grande opera, la realizzazione dei pozzi isontini (fine anni ’80), ha infine permesso di risolvere definitivamente il problema dell’approvvigionamento idrico del territorio di Trieste.
Fotogallery "Acquedotto G. Randaccio"